LA FLORA DEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO

 

Con i suoi 44000 ettari il Parco Nazionale d'Abruzzo non è certo l'area protetta più vasta d'Abruzzo, nè quella con le montagne più alte; ma se si guarda alle 1900 piante, alle 60 specie di mammiferi, ai 230 uccelli è senza dubbio la più concentrata sintesi delle caratteristiche naturali dell'Appennino, un gioiello incastonato al confine di tre regioni, Abruzzo, Lazio e Molise.

 

 

Nel comprensorio del Parco possono distinguersi tre grandi areali di distribuzione delle specie: quello che va dai bassipiani alle quote 800-1000 m; quello che raggiunge i 1900 m di quota; infine, i vertici montuosi, picchi, linee di cresta, pianure cacuminali.Se nella foresta abruzzese dominatore è il faggio, molte altre specie si accompagnano ad esso e rendono varia e ricca la natura arborea: l'acero di monte, il frassino, ilsorbo di montagna, con il tasso presente a colonie. Significativa una varietà di pino, il pino nero di Villetta Barrea. Al di sopra dei 1900 m, il pino mugo, presente in boscaglier, e al di là del confine che segna la patria della vegetazione arborea, cespugli ed arbusti che combattono per la sopravvivenza in un ambiente per altre specie inospitale.

 


La vegetazione floreale espone dalla primavera ricchezze di forme e di colori, ma anche alcune particolarità: il giaggiolo del Parco, la "scarpetta di Venere", un'orchidea bella e rara, l'epigogio, una rara orchidea che si manifesta solo a intervalli lunghissimi, anche di anni; e poi l'anemone alpina, ilgiglio martagone, il giglio rosso, l'aquilegia, l'Iris marsica.
Un corteggio di piante minori (pungitopo, muschi, licheni) accompagna la splendida primavera abruzzese e sottolinea il verde perenne del Parco. Una curiosità che è anche un segno del rapporto positivo tra insediamento e natura: ognuno dei paesi del Parco ha scelto un fiore come propria mascotte.

 

 

 


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